LA RECENSIONE – Homefront

di Claudio Neve (neve@cronacaqui.it)
 
Inventare qualcosa di nuovo nel filone degli sparatutto in prima persona non è cosa facile. Dai tempi di Doom in poi centinaia di giochi hanno spremuto ogni possibile variante di un filone che già per la sua natura non lascia molto spazio alla fantasia. E se allora difficilmente si può inventare qualcosa di nuovo, perché non puntare sulla trama? Un’idea originale e ben curata può valere quanto un gameplay innovativo e così Thq ha deciso di affidare la fortuna del suo Homefront soprattutto alla bellezza della trama. E l’idea sembra proprio essere stata buona!

La trama
Voi siete un partigiano e dovete resistere all’invasione. No, tranquilli non siamo nella Seconda guerra mondiale ma nel 2027 e voi non state lottando contro i tedeschi in Italia ma contro i coreani nei grandi paesaggi americani. Perché proprio qui sta la bellezza della trama ideata dagli sceneggiatori e cioè nell’invertire completamente l’attuale situazione politica mondiale, mettendo gli Usa in posizione di sottomissione nei confronti di una nuova superpotenza. Ma come si è arrivati a questo punto? A spiegarlo – oltre ai primi minuti del gioco – sono i tanti vecchi giornali che potete trovare abbandonati in ogni angolo dello scenario di gioco, e che potrete raccogliere tra una sparatoria e l’altra. Tutto comincia qualche anno prima, quando alla morte del padre, nella Corea del Nord sale al potere Kim Jong Un. Il nuovo capo di stato riesce ad ingannare tutti, facendo credere che in Corea si possa finalmente aprire una strada verso la democrazia, tanto da arrivare ad unirsi con la Corea del Sud. Sembra il primo passo verso un futuro migliore ma in realtà, approfittando di un momento di debolezza degli Stati Uniti piegati da una lunga guerra in Iran e da una terribile epidemia sul suolo americano, Kim Jong Un scopre il proprio vero volto. Il primo a cadere sotto il nuovo imperialismo coreano è il Giappone, seguito via via dai paesi della zona pacifica. Nel 2024 i coreani approdano dall’altra parte dell’oceano e danno il via alla conquista del grande nemico. Una dietro l’altra, tutte le grandi città americane cadono sotto i colpi dei coreani e quella che era la patria della libertà diventa un paese occupato da un invasore spietato. E qui entrate in scena voi, nei panni del pilota di elicotteri Robert Jacobs, prelevato dalle truppe coreane per essere sfruttato in battaglia ma subito liberato da un manipolo di partigiani che assalta il convoglio nel quale siete trasportati. Da quel momento fate ufficialmente parte della resistenza e dovrete lottare per liberare il vostro Paese. Non andiamo oltre nella trama per non guastarvi nessuna sorpresa ma per concludere aggiungiamo ancora che gli sviluppatori hanno affidato la sceneggiatura a John Milius, lo stesso che al cinema ha realizzato Apocalypse Now e Alba Rossa. E scusate se è poco…

Gameplay e longevità
Se la trama è innovativa, come detto non può esserlo altrettanto il gameplay. Difficile inventare qualcosa di nuovo nell’affollato panorama degli Fps ma è sicuramente possibile sfruttare al meglio quanto già è stato fatto e aggiungere non delle novità epocali ma qualche elemento un po’ fantasioso per arrivare ad avere un gioco divertente. Ed è sicuramente quanto è stato fatto dai ragazzi di Kaos Studios che hanno sviluppato il gioco per Thq. Il percorso da seguire è prefissato anche se gli ambienti di gioco permettono differenti approcci e tattiche nell’affrontare gli avversari che ci si porranno di fronte. Il ritmo di gioco è elevato e occorre sfruttare al meglio le coperture offerte dagli ambienti di gioco, anche se il sistema con il quale sporgersi per fare fuoco non è dei migliori e a volte capiterà di essere bersagliati da avversari anche piuttosto lontani che ci faranno fuori prima ancora di capire da dove ci stanno sparando. Come in tutti o quasi i giochi di questo tipo, dopo ogni battaglia troverete vicino ai cadaveri dei nemici armi e munizioni di ogni tipo e avrete l’imbarazzo della scelta tra fucili, mitra, pistole e così via. Senza contare che con la pressione di un tasto potrete anche lanciare granate. Ottimo il sistema di mira che risponde prontamente ai comandi mentre la corsa pare un po’ “appesantita”: se pensate di scattare come un centometrista per evitare le pallottole coreane, sappiate che non farete molta strada. Durante il gioco non mancheranno spettacolari filmati e scene piuttosto cruente (come quando vi nasconderete dai coreani “seppellendovi” tra i cadaveri di una fossa comune) e neanche i momenti in cui potrete guidare un Goliath, mezzo radiocomandato che attraverso un sistema di puntamento laser sarà in grado di sbaragliare soldati e veicoli nemici con cannonate e raffiche di mitra, anche se nel momento in cui lo piloteremo saremo abbastanza esposti al fuoco nemico. Insomma, il divertimento per chi ama questo genere di gioco non manca proprio ma un difetto c’è: la campagna in single player è decisamente breve. All’incirca per concludere il gioco impiegherete cinque ore e alla fine avrete un po’ di amaro in bocca: “Ma come, mi stavo divertendo così tanto ed è tutto già finito?”. La longevità è comunque assicurata dalla possibilità di sbloccare diversi trofei e dalla sezione multiplayer.

Il multiplayer
Sicuramente Homefront punta molto sul comparto multiplayer, scelta evidente sia per la scarsa lunghezza del gioco in singolo che per la cura che è stata riposta nelle battaglie online.. Le modalità sono il classico Deathmatch a Squadre e Ground Control. Nel primo si affrontano due squadre per un totale massimo di 32 giocatori: vince il primo team che raggiunge un determinato numero di uccisioni. In Ground Control, anch’esso a squadre, occorre invece conquistare alcuni punti strategici e riuscire a difenderli dagli assalti avversari fino alla fine del turno. Come già è stato fatto in altri titoli, anche in Homefront si è introdotto il sistema di poter spendere i punti guadagnati nel gioco (qui chiamati Battle Points) per “acquistare” armi, munizioni e altri interessanti “accessori” come attacchi aerei o robot. E classica è anche la possibilità di personalizzare le armi e scegliere tra sei classi di personaggi, ognuna con i propri accessori. Nessuna traccia di lag e server molto frequentati contribuiscono a fare del multiplayer di Homefront un’esperienza divertente e assolutamente da provare.

Il comparto tecnico
Anche per quanto riguarda il comparto tecnico, Homefront non si piazza al top della categoria ma non per questo siamo di fronte a un prodotto deludente. Graficamente, personaggi e armi sono ben realizzati anche se a colpire sono soprattutto gli scenari: i paesaggi tipici di città e paesi degli Stati Uniti trasformati dalla guerra sono di grande impatto anche emotivo e a volte vi capiterà di fermarvi tra una sparatoria e l’altra solo per guardarvi intorno. Il motore che fa girare tutto è il collaudato Unreal Engine 3.0, modificato per l’occasione. Nota di merito per la realizzazione delle battaglie: effetti speciali, sparatorie, esplosioni sono così ben realizzate che a volte vi sembrerà di essere in mezzo alla battaglia! Appena sufficiente invece l’intelligenza artificiale dei nemici che, in compenso, sono però dotati di una mira notevole anche dalle lunghe distanze. Di ottimo livello, infine, il comparto audio con musiche e doppiaggio notevoli.

Homefront è un prodotto Thq per Playstation 3, Pc e Xbox 360. La versione recensita è quella per Xbox 360.

I VOTI
Grafica 9
Sonoro 8,5
Giocabilità 8,5
Longevità 7
Multiplayer 8
Totale 8,25

 

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