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Cronaca

Prevenire ictus e infarto? La miglior cura è il cioccolato

I più golosi saranno contenti: mangiare 6,7 grammi di cioccolato nero al giorno, circa mezza tavoletta la settimana, serve per prevenire malattie cardiovascolari, ictus e infarto. Lo dice uno studio tutto italiano dell’università di Campobasso. In molti però sono scettici e si chiedono se davvero possa funzionare.
Sull’argomento una novità interessante viene da uno studio dell’Università degli studi di Milano. “Conoscere il nostro rischio di ammalarci di infarto e ictus è possibile ” spiega il professor Alberico Catapano, Ordinario di Farmacologia all’Università degli Studi di Milano e Presidente del V Congresso Nazionale SITeCS, Società Italiana di Terapia Clinica e Sperimentale; basta misurare con un semplice esame del sangue il valore di una proteina chiamata proteina C reattiva, una sostanza prodotta dal fegato e poi rilasciata nel circolo sanguigno. Se il valore è alto, ovvero oltre i 2 mg/l meglio correre ai ripari e fare qualcosa di drastico nel nostro stile di vita, perchè il rischio è davvero elevato”.

Lo studio è stato eseguito su circa 7000 persone e ha rilevato che conoscere il valore di tale proteina è più utile, per misurare il nostro rischio infarto, di sapere se abbiamo il colesterolo alto oppure no. Le autorità in materia non hanno ancora accettato l’inserimento obbligatorio della proteina C-reattiva nei controlli routine, ma, dopo aver letto questo studio, sono molti gli specialisti che invitano i loro pazienti a misurarla: per alcune categorie di persone, starebbe diventando indispensabile.

Con questo studio, il livello di proteina C-reattiva da considerare elevato è sceso addirittura a 2 mg/L.
Conoscere il livello nel nostro corpo di questa proteina può consentire agli specialisti l’individuazione delle persone ad alto rischio di malattie cardiache, anche quando il loro livello di colesterolo è basso. Infine grazie a questo lavoro scientifico, è stato anche appurato che, abbassare il livello di proteina C reattiva, può effettivamente corrispondere all’abbassamento del rischio di ammalarsi di infarto e ictus.

 

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