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Spettacolo

La “provocazione” di Antonio Ricci: “Meglio fare le veline che le giornaliste”

E ormai a “Striscia la notizia” siamo arrivati al terzo cambio della guardia. Così, dopo le con­duzioni di Greggio-Iacchetti e Greg­gio-Hunziker, per la settima volta la coppia Ficarra e Picone da lunedì 28 siederà dietro la scrivania del Tg sati­rico di Canale 5 (in onda alle 20.40) con al fianco le veline Costanza Ca­racciolo
e Federica Nargi. I due comi­ci palermitani, reduci dal successo di “Zelig”, non nascondono la soddisfa­zione. «Non ce l’aspettavamo», esor­discono. Nessuno ci crede, però. E infatti aggiungono: « Ma perché ci guardate così? In conferenza stampa tutti mentono sempre e noi dovrem­mo essere sinceri? Comunque lunedì, come prima cosa, interrogheremo le veline sugli articoli della Costituzio­ne. Chiederemo quali sono i fonda­menti di ciascuno e come demolirli». Poi salutano e fuggono a Torino, dove sono impegnati nel sopralluogo delle location per il film che gireranno a partire dal 6 giugno e uscirà nei cine­ma dal 25 novembre. «Sarà una com­media divertente, con Ambra Angio­lini, Diane Fleri e l’attrice svedese
Sascha Zacharias. Ma non vogliamo anticipare altro sulla trama, né tanto meno dire il titolo», chiarisce la cop­pia. E cede quindi la parola ad Anto­nio Ricci, l’autore di “Striscia”. Che per prima cosa osserva: «Siamo finiti in mezzo a una battaglia editoriale». Si riferisce alla guerra a cui la sua trasmissione, e soprattutto le veline, sarebbero state sottoposte negli ultimi tempi.
Secondo Ricci, in particolare, alla ba­se della battaglia c’e il conflitto del gruppo l’Espresso- La Repubblica contro il ” Fatto Quotidiano”. Così Ricci ha distribuito anche un fotoro­manzo con protagonista Carlo De Be­nedetti così preoccupato per il calo di vendite di “Repubblica”, da chiamare Gad Lerner a dirigere il quotidiano. «Si tratta del frutto di uno scoop di
Betti Soldati (ufficio stampa della tra­smissione, ndr) insieme a “Oggi” ed è il tassello mancante per capire cosa è successo in tv negli ultimi due anni e sui media in generale. Per esempio, non si capisce perché Gad Lerner ce l’abbia tanto con noi», specifica. «E se Carlo de Benedetti è un compagno, io non lo sono più. Detto questo, “Stri ­scia” è stata fatta oggetto di una tale campagna di fango rispetto alla quale il caso Boffo non è nulla».
Quanto alle polemiche sulle veline, per Ricci è una pura ipocrisia: «I gior­nali moralistici riempiono le pagine con pubblicità che usano l’immagine femminile». E a chi gli domanda se si sente responsabile di aver inventato un modello errato per le adolescenti, risponde: «Se avessi inventato le veli­ne sarei stato Dio, invece sono solo un vescovo che ha dato un nome a quello che vedeva. È tutta qui la mia geniala­ta. Di veline e velinoni la televisione trabocca. Basti pensare che a Sky non c’è una sola giornalista brutta». E con­clude: «Alle mie figlie dico sempre fate le veline, ma non le giornaliste. Le veline so perfettamente come vivono, come vengono trattate, da molte mie amiche giornaliste invece ho sentito racconti di stalking e di mobbing nelle redazioni da parte di direttori bavosi e dei loro vice».

 

 

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