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Da Cairo in giù, tutti in bilico. La Red Bull: «Niente calcio»

Non c’è nessuna certezza nel Toro di Cairo, oggi più che mai. Se già prima dell’an ­nuncio di vendita, l’editore aveva costruito una fragile e instabile struttura societaria, ora a maggior ragione in gra­nata si rischia la smobilita­zione. Il clima è surreale, ma gli interrogativi si sprecano: stavolta Cairo sembra inten­zionato a mollare sul serio, ma a chi? E soprattutto: se entro giugno non si troverà un acquirente, che futuro avrà il Toro?
Insomma, dai tifosi ai gioca­tori, passando per dirigenti, dipendenti e allenatori, nel Toro sono tutti in bilico, in una condizione di precariato che ha dell’assurdo. Ciò che oggi è (seppure triste) realtà nell’ambiente granata, a giu­gno potrebbe non esserci più. Chi arriverà, sempre che qualcuno ci sia davvero, po­trebbe rivoluzionare tutto. Insomma, a poco meno di cento giorni dalla presunta conclusione dell’era Cairo, in casa Toro regna un clima di totale incertezza.

 
L’articolo di Andrea Scappazzoni su CronacaQui in edicola

 

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