La sindaca di Torino Chiara Appendino
Il Borghese

Tentazioni di austerity

Sinceramente, a ogni discussione su un bilancio (che sia comunale, statale o persino del Salone del libro) mi vengono i brividi, perché non posso fare a meno di pensare a quella persona, un ministro, che scoppiava a piangere mentre annunciava i sacrifici cui saremmo stati costretti noi poveri tapini.  Perché il ricordo della politica dell’austerità è ancora fresco (anche negli incubi degli italiani) e potrebbe rappresentare una facile scappatoia per chi i bilanci ha necessità di farli quadrare, o quanto meno di non aggravare la situazione.

Però il passato ci ha dimostrato che austerità si traduce con riduzione dei servizi e della qualità della vita per i cittadini ed è proprio ciò che bisogna evitare. Una città o uno Stato che taglia i servizi rinuncia in partenza alla serenità. Pensiamo solo al turismo: ci vantiamo delle nostre bellezze e poi magari facciamo trovare ai visitatori strade buie di notte o corse ridotte dei mezzi pubblici?

Al di là del fatto che nelle grandi città, di solito, questi prezzi li pagano le periferie, non certo il centro… Bisogna ottimizzare le risorse, si dice alle volte, ma per fare questo non basta una politica al risparmio, occorre anche e soprattutto una visione, un’idea, qualcosa per cui rischiare. A vendersi l’argenteria buona, in fondo, si fa sempre in tempo (ed è meglio aspettare, altrimenti poi non l’abbiamo più).

Twitter @AMonticone

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