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Cronaca

Libia, jet francese abbatte aereo libico. Berlusconi: “Gheddafi si fermi, l’Italia non è in guerra”

Proseguono senza sosta i combattimenti in Libia. La tv americana Abc ha riferito che un aereo libico è stato abbattuto da un jet francese dopo che aveva tentato di violare la no-fly zone.
Nuovi raid aerei hanno colpito anche Tajura uno dei sobborghi di Tripoli. Continuano anche gli scontri tra i miliziani del regime del dittatore libico e gli insorti. La coalizione internazionale ha condotto intensi raid aerei anche sulla città di Sabha, 750 km a sud di Tripoli, feudo della tribù a cui appartiene Gheddafi.

Corpi carbonizzati
Alcuni ufficiali dell’esercito del Colonnello hanno mostrato ai giornalisti i corpi di 18 uomini carbonizzati. Secondo quanto appreso si tratterebbe di militari e civili uccisi nei bombardamenti compiuti giovedì dalle forze della coalizione internazionale. “I bombardamenti dell’aggressore colonialista hanno provocato un numero importante di morti fra i civili”, ha fatto sapere l’agenzia ufficiale Jana. Gli alleati hanno compiuto 175 missioni aeree in 24 ore, 113 delle quali realizzate dagli americani. Mercoledì un attacco delle forze alleate aveva colpito ad Ajdabiya uno dei bunker di Gheddafi.

 

Berlusconi: “Gheddafi si fermi”
“Si aprirà un fase di mediazione solo dopo che Gheddafi avrà ordinato il cessate il fuoco”. Sono parole di Silvio Berlusconi in un colloquio con il Corriere della Sera sull’intervento militare in Libia: “siamo tutti tesi a chiedere a Gheddafi un vero cessate il fuoco, la fine delle ostilità da parte del Colonnello è la condizione sine qua non per ogni mediazione. Dopo si potrà aprire la fase della diplomazia”. In questo momento, secondo il premier, ”nessuno può dire qualcosa di certo sugli esiti e sulla durata della missione. Mi sembra che ancora una mediazione non sia matura. La pensano così anche Vladimir Putin e personalità come l’ambasciatore libico Abdullahfed Gaddur che conosce bene la situazione a Tripoli”. Il capo del governo, inoltre, si dice convinto che Gheddafi sia ”ancora fiducioso di potercela fare perchè ha il controllo pieno della capitale”.
Il Premier aggiunge: ”Abbiamo ottenuto non solo il pieno coordinamento Nato di tutte le operazioni della missione ma anche l’applicazione puntuale della risoluzione Onu. La coalizione è impegnata a difendere la popolazione civile, l’Italia non è entrata in guerra e non vuole entrarci”. Quanto agli obiettivi della missione, Berlusconi sottolinea che ”era già tutto chiaro da sabato, quando la missione è stata decisa. Ne ho parlato con il premier inglese, David Cameron – aggiunge il premier – e con il segretario di stato americano Hillary Clinton ed erano perfettamente d’accordo”.

Riguardo l’affidamento del coordinamento delle operazioni alla Nato, il presidente del Consiglio parla di ”assunzione piena di responsabilità”. ”Ripeto, sono tutti d’accordo – prosegue Berlusconi – c’è solo qualche resistenza da parte francese”. Il capo del governo si dice poi soddisfatto dell’accordo trovato nella maggioranza sulla risoluzione che impegna il governo italiano nella crisi libica e parla di condizioni come quella ”sul ritorno più rapido possibile ad uno stato di non conflittualità”, oltre che ad un possibile ”pattugliamento del Mediterraneo” con l’impegno dell’Unione Europea. ”E’ una mozione pienamente in linea con quanto pensa tutta la maggioranza – afferma Berlusconi – A Bruxelles e insisterò con i colleghi europei perchè vengano accettati gli impegni previsti nel documento”.

18 morti a Tripoli
L’Alleanza atlantica tornerà a riunirsi dopo il nulla di fatto ieri nell’ennesima riunione su un accordo in seno alla Nato sul ruolo all’interno della coalizione internazionale in Libia. Sarà l’ammiraglio Rinaldo Veri, responsabile del comando navale della Nato per il Mediterraneo a capo della componente marittima dell’operazione per l’embargo di armi alla Libia. Stamattina Veri terrà nella sede del comando Nato di Napoli una conferenza stampa sull’embargo. La crisi libica sarà al centro oggi anche delle riunioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu a New York e del Consiglio europeo a Bruxelles. Nuove forti esplosioni fra ieri sera e stanotte in un’area militare di Tripoli: ufficiali libici hanno mostrato 18 corpi carbonizzati “tra militari e civili”.
Spari di contraerea e diverse esplosioni sono stati uditi stamattina a Tripoli, nel sesto giorno dell’offensiva della coalizione internazionale contro le forze governative libiche di Muammar Gheddafi.

Juppè: “Continueremo con i raid aerei”
La coalizione internazionale, comandata da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, ”continuerà i raid aerei” su bersagli militari in Libia. Lo ha detto il capo della diplomazia francese Alain Juppè.”Colpiremo i mezzi militari e nient’altro”, ha detto il ministro degli Esteri a radio RTL. ”I raid continueranno il tempo necessario”, ha aggiunto sottolineando che l’inizio delle operazioni lo scorso sabato è ”stato un successo”. L’obiettivo è di proteggere la popolazione civile”, ha ricordato Juppè.

 

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