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Spettacolo

“Ligabue Day” ci siamo: “Non so più cosa inventarmi pur di suonare dal vivo”

“Il meglio deve ancora veni­re”. Il quinto singolo dell’al­ bum multiplatino “Arrive ­derci, Mostro!”, in radio da ve­nerdì 25 marzo, è l’in no dell’evento “Campovolo 2.0”, l’unico concerto elettrico di Li­gabue nel 2011 che si terrà il 16 luglio al Campovolo di Reggio Emilia. È lo stesso aeroporto a due passi dalla sua Correggio dove nel 2005 il Liga ha stabilito il record europeo di biglietti ven­duti con 165.264 paganti e un totale di 180 mila persone; ma per alcuni rappresenta anche l’unica nota stonata della sua straordinaria carriera per i pro­blemi di acustica che hanno ro­vinato la festa a una piccola per­centuale di spettatori. «O mi piacciono le sfide o le sfighe!», scherza Ligabue, ricordando il furto in casa la sera del concerto. «Comunque la roba rubata mi è stata restituita. Torno a Campo­volo perché è come fare un con­certo a casa e sarà emozionante suonare con tutti i musicisti che mi hanno accompagnato in que­sti 20 anni. Nel 2005 ci sono stati alcuni inconvenienti e io stesso ho scritto una lettera di scuse a quei pochi che hanno avuto pro­blemi con l’audio; ma va ricorda­to che molti di quelli che si sono lamentati, sono entrati senza bi­glietto per ordine della questura, perché c’era il rischio che sfon­dassero, e naturalmente sono fi­niti in uno spazio non coperto dalle casse. Ultimi a entrare, so­no stati i primi a uscire e essere intervistati, innescando la pole­mica. Capisco che esasperare gli aspetti negativi fa più notizia, ma non è corretto dire che il live del 2005 fu il trionfo della sfiga. I fans ne hanno un gran ricordo, infatti il dvd di Campovolo è il più venduto della musica italia­na. Per evitare qualsiasi proble­ma, quest’anno abbiamo limitato la capienza del concerto a 100 mila spettatori: non inseguo: vo­glio che sia una festa indimenti­cabile per tutti». Alle 14 di oggi si apre la preven­dita per il concerto “Campovolo 2.0” del 16 luglio (acquisto onli­ne su www.ticketone.it); mentre questa sera alle 21 si celebra il “Ligabue Day 2011” in 190 cine­ma d’Italia (quasi il doppio delle sale cinematografiche coinvolte l’anno scorso) stabilendo un altro record europeo. L’evento preve­de un collegamento in diretta con Ligabue, l’anteprima del vi­deo del singolo “Il meglio deve ancora venire” (a tutti gli spetta­tori viene regalato il cd in edizio­ne limitata) e immagini inedite dell’ultimo tour. I cinema di Mi­lano (quasi tutti sold out) sono Arcobaleno, Ducale, Odeon, Skyline e Uci Milanofiori e Bi­cocca. Trovate l’elenco comple­to, compresi quelli di Melzo, Pioltello, Rozzano e Vimercate, nel sito www.nexodigital.it.
Il “Ligabue Day 2011” anticipa la festa estiva di “Campovolo 2.0” per celebrare i successi del roc­ker di Correggio, incoronato arti­sta dell’anno: dai trionfi disco­grafici (“Arrivederci, Mostro!” è l’album più venduto del 2010 con 400 mila copie) a quelli del tour che ha registrato il tutto esaurito in 16 stadi, 12 palasport e 28 teatri.
«Il brano “Il meglio deve ancora venire” suggerisce la dimensio­ne dell’evento di Campovolo, ma non l’ho scelto io come quin­to estratto da “Arrivederci, Mo­stro!”. Per mia fortuna la decisio­ne è sempre dei miei discografi­ci, perché non io non so sceglie­re; infatti non avrei mai indicato come singolo “Certe notti”, che poi è diventata la mia canzone più famosa».

Ci saranno sorprese nella sca­letta del concerto?
«Siamo ancora in fase di proget­tazione del live: forse inserirò brani inediti che ho nel cassetto da anni».
Ha invitato Francesco Gucci­ni?
«Mi vergogno a chiederglielo, ma se legge il giornale e vuol venire, volentieri».
Stadi, palasport, teatri, aero­porto…
Qual è la sua dimen­sione live ideale?
«Godo a suonare ovunque e per chiunque. Non so più cosa in­ventarmi pur di fare live. Al mio paese continuano a considerar­mi “quello che canta invece di lavorare”: hanno ragione, ma il mio impegno è triplicato per ri­pagare l’affetto della gente».
Il derby Milan-Inter è decisivo per lo scudetto?
«Solo se vince il Milan».
Ai tempi della guerra in Koso­vo ha inciso il singolo “Il mio nome è mai più” con Jovanotti e Pelù…
«Abbiamo venduto 600 mila co­pie a favore di Emergency e co­struito 2 ospedali in Afghani­stan. Avevamo a un invito di Massimo D’Alema, allora Presi­dente del Consiglio, ma siamo stati criticati da destra e sinistra. È tutto un gioco politico».
Qual è il suo pensiero su quel che sta accadendo in Libia?
«Nel 2011 ogni guerra è il falli­mento di qualsiasi idea di mo­dernità; ma per molti la mia è l’idea di Biancaneve, di uno che non accetta la realtà. Perfino Ein ­stein, pacifista convinto, durante la Seconda Guerra Mondiale ha inviato una lettera a Roosevelt incitandolo all’atomica per pre­cedere i nazisti. Non so cosa sa­rebbe successo se ci fossero arri­vati prima i nazisti; ma non so come abbia vissuto lui come pa­cifista dopo aver visto gli effetti della bomba».

 

 

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