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Cronaca

Londra: “Distrutte forze aeree libiche”. Nato: “Continua il flusso di armi verso la Libia”

“Le forze aeree libiche non esistono più”: sono parole, secondo quanto riportato dalla Bbc, dell’Air Vice Marshal della Raf Greg Bagwell a Gioia del Colle dove sono di base i caccia britannici. “La loro forza aerea non esiste più come forza combattente. Il loro sistema di difesa integrata e le reti di comando e controllo sono così gravemente degradate che possiamo operare con relativa impunità sulla Libia”. Il generale Bagwell ha detto che Tornado e Typhoon britannici tengono le truppe di terra libiche sotto costante osservazione e sono pronti ad attaccarle “ogni volta che minacciano civili o attaccano centri abitati”.

Le forze della coalizione, secondo quanto riferito da testimoni, hanno attaccato Misurata dove sono di base le forze fedeli al colonnello libico Muammar Gheddafi, che avrebbero smesso di sparare.

Raid aerei alleati sono stati effettuati anche sulla città di al-Jamil, in Tripolitania, a sud di Zuara. Lo ha annunciato la tv di stato di Tripoli. “La città di al-Jamil – si legge in un messaggio apparso sullo schermo – ha subito poco fa un attacco colonialista e crociato”. Intanto i ribelli armati, quasi tutti civili, da giorni fermi al checkpoint di Zueitina, si sono allontanati rapidamente dalla zona subito dopo i colpi.

Dopo l’accordo politico tra Usa, Francia e Gran Bretagna sulla discesa in campo della Nato nelle operazioni militari in Libia, i rappresentanti dei 28 stati dell’Alleanza si sono riuniti a Bruxelles per tradurre l’indicazione in un nuovo schema operativo di comando, che per ora resta un vero e proprio rompicapo. Molte questioni da risolvere per tradurre in pratica il ‘ruolo chiave’ dell’Alleanza: e la Francia insiste sull’idea di un ‘pilotaggio politico’ con una ‘cabina di regia’ che includerebbe la Nato insieme agli altri protagonisti. Comandante Nato in Europa atteso ad Ankara per colloqui.

La Nato ha prove e rapporti di intelligence che dimostrano che il flusso illegale delle armi verso la Libia “é un’attività che continua”: lo ha detto la portavoce dell’Alleanza Oana Lungescu, in un incontro stampa a Bruxelles, nel quale sono state dettagliate le informazioni sulla missione della Nato partita oggi per fare rispettare l’embargo delle armi.

Un testimone a Misurata riferisce che cecchini pro-Gheddafi sono in azione nella città in mano ai ribelli e stanno sparando contro l’ospedale, dove i morti sarebbero almeno tre.

L’Italia avrà un ruolo di primo piano nella missione della Nato per il rispetto dell’embargo delle armi, con il comando della componente marittima della missione in Libia. Lo riferisce il colonnello Massimo Panizzi, portavoce del presidente del comitato militare della Nato, ammiraglio Giampaolo Di Paola.

La Nato avrà “un ruolo tecnico nelle operazioni in Libia”: lo ha detto oggi a Parigi il portavoce del governo francese al termine del Consiglio dei ministri.

 

Muammar Gheddafi è tornato a parlare: dalla sua residenza-caserma di Bab el Aziziya a Tripoli il Colonnello ha arringato ieri sera i suoi sostenitori promettendo la vittoria finale: le bombe della coalizione “mi fanno ridere”, ha detto il leader libico.
I tre giornalisti occidentali arrestati lo scorso 19 marzo sono stati liberati. A Tripoli si sono udite due esplosioni, nel giorno del terzo cessate il fuoco proclamato dalle truppe di Gheddafi. Lo riporta la Cnn, precisando che non è chiaro al momento in quale zona della capitale si siano verificate. Nelle ultime notti le forze della coalizione occidentale hanno bombardato Tripoli con missili cruise.
Barack Obama ha assicurato che una decisione chiara sul comando delle operazioni in Libia arriverà nei prossimi giorni. E il ruolo dell’Italia sbarca oggi e domani in Parlamento: i ministri di Esteri e Difesa, Frattini e La Russa, riferiranno sulla missione e chiederanno il voto delle camere.

In mattinata vertice a Palazzo Madama con i capigruppo di Pdl e Lega su una risoluzione unitaria. Finora gli aerei italiani non hanno usato missili, ribadisce La Russa.


Dalla sua residenza di Bab el Aziziya a Tripoli Muammar Gheddafi ha arringato una folla di sostenitori, promettendo una vittoria finale sulle forze della coalizione, e sollecitando gli “eserciti islamici” a schierarsi al suo fianco perché c’é in corso “una nuova crociata scatenata contro l’Islam”. Nella sua prima uscita in pubblico dal 15 marzo scorso, il leader libico, vestito di scuro, ha parlato per circa tre minuti – ripreso in diretta dalla tv di Stato – con tono di sfida e ripetendo più volte “sono, qui, sono qui, sono qui la mia casa é qui”. La Libia, ha proclamato, “é pronta per la battaglia, che sia breve o lunga” e “alla fine vinceremo noi”. “Queste bombe mi fanno ridere – ha esclamato rivolto ai manifestanti che lo acclamavano – Niente mi fa paura, nessun tiranno mi può spaventare”. Questi attacchi sono compiuti da “una manica di nazisti che finiranno nella spazzatura della storia”, ha affermato il colonnello, aggiungendo che la “miglior difesa antiaerea è il popolo e Gheddafi è in mezzo al popolo”. “Ci sono manifestazioni dovunque contro questo attacco non giustificato – ha ancora detto Gheddafi – che viola la Carta dell’Onu”. L’area di Bab el Aziziya – già colpita nel 1986 nei bombardamenti Usa contro il regime libica – è stata centrata da un missile domenica sera.

 

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