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Spettacolo

Paola Cortellesi: “Ragazze, non si fa carriera vendendo il proprio corpo”

Nel lungo weekend “tri­colore” si annuncia co­me il film che sbanche­rà il botteghino. La regina del­lo “Zelig” Paola Cortellesi in “Nessuno mi può giudicare” è Alice, moglie trentacinquenne ricca, madre di un figlio di nove anni, accessoriata di Suv e tre domestici in casa. La sua vita cambia radicalmente quando il coniuge muore in un incidente e il suo avvocato le spiega che è rimasta sul lastrico. Lei e il bambino van­no a vivere in periferia, e pie­na di debiti è costretta a gua­dagnare denaro facendo l’escort. Così, Alice diventa Morena. Casual nelle gag a ll ‘ Arcimboldi, in succinta lingerie da Catwoman con i clienti fantasiosi della Roma godereccia, la professionalis­sima Cortellesi sa regalare sempre un carico irresistibile di simpatia.
Paola, ruolo inedito per lei, ma molto di attualità…
«Non mi sento di dare un giudizio sulle escort. Mi di­spiace solo vedere che i gior­nali parlino tanto di vizi pri­vati e meno di chi il lavoro di attrice lo fa seriamente, stu­diando e impegnandosi. Spero poi che le ragazze giovani non pensino che vendersi sia una tappa obbligata per fare carrie­ra, perché non è così».
Una donna a cui guarda con ammirazione?
«Penso a mia madre, che fa la casalinga. Una donna in gam­ba, che ne ha passate tante, ma ha saputo rimboccarsi le ma­niche crescendo bene tre figli, con pazienza e amore».
Donne che ama o che ha amato nel suo ambiente?
«Le grandi attrici come Anna Magnani, Monica Vitti e Fran­ca Valeri ».
Sul set ha trovato il suo amico Raoul Bova, un coat­to che si innamorerà di lei. Com’è andata?
«Siamo amici da anni. È un uomo riservato e timido, ma un ottimo attore che per que­sto ruolo ha tirato fuori la sua parte da romanaccio di borga­ta ».
La storia è stata scritta dal suo amico Massimiliano Bruno, regista del film. Lei ha dichiarato che avrebbe tenuto conto della sua “se­duttività da imbranata”…
«Massimiliano è uno dei miei principali autori e compagno di scena da più di un decen­nio, e in questi anni oltre a una profonda amicizia abbiamo condiviso, soprattutto a teatro, le esperienze più coinvolgenti ed emozionanti del nostro per­corso lavorativo. Ha la straor­dinaria capacità di raccontare temi a volte difficili con gran­de umorismo».
Il segreto di questo film?
«Il fatto di essere stato scritto molto bene. E il clima sul set: fantastico».

 

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