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E’ lite sull’alzabandiera. Il sindaco Chiamparino contro Cota: «Sbagliato non esserci»

La giornata che celebra l’Unità d’Italia riesce a dividere le istituzioni torinesi. Sul piede di guerra il sindaco Sergio Chiamparino, infastidito ieri matti­na dall’assenza del governatore Roberto Cota e degli esponenti leghisti alla cerimonia dell’alzabandiera del tricolore in piazza Castello, davanti al Palazzo della Regione. Dove erano presenti le massime isti­tuzioni e i vertici militari: oltre al sindaco, il presi­dente della Provincia Antonio Saitta, il presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo, quello della Sala Rossa Beppe Castronovo, il prefetto Al­berto Di Pace. La Giunta regionale era rappresentata dal vicepresidente Ugo Cavallera.
Il sindaco, pur senza mai nominarlo, ha polemizzato con il presidente della Regione. «Chi non si è pre­sentato ha sicuramente perso qualcosa e deve riflet­tere – ha osservato -. La giornata di oggi serve per ricordare a tutti che esiste una nazione e un popolo unito». Poi Chiamparino, commentando le migliaia di persone che mercoledì sera hanno preso d’assalto le strade del centro, ha sottolineato «la portata storica della notte tricolore, un evento che mi ha fatto rivivere le emozioni delle notti olimpiche. Tutti hanno capito da che parte stanno i sentimenti del popolo italiano e di una grande città come Torino». Anche ieri mat­tina, per altro, i torinesi hanno risposto con entu­siasmo, riversandosi in piazza Castello e svento­lando bandiere tricolori.

 
L’articolo di Andrea Magri e Andrea Gatta su CronacaQui in edicola

 

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