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Obodo e Filipe: «Qui per andare in A»

Nonostante la loro giovane età, entrambi classe 1984, hanno già un curriculum internazionale di tutto rispetto ed ora hanno deciso di mettere il loro entusiasmo e la loro esperienza a disposizione della causa granata. Obodo e Filipe i due ultimi colpi del ds Petrachi si sono presentati ieri con negli occhi la carica di chi non vede l’ora di scendere in campo. «Torino è una grande piazza – spiega il nigeriano -. Io sono qui per conquistare la serie A con i miei compagni. Ora sto bene, l’infortunio è alle spalle, ho iniziato il ritiro con l’Udinese e non ho avuto problemi fisici». Una manovra che Petrachi ha saputo tenere nascosta visto che era da lungo tempo alle calcagna del giocatore: «È successo al termine del campionato scorso – rivela Obodo – Ero in Nigeria ed il mio procuratore mi ha chiamato per dirmi del Toro. Al mio rientro ho parlato con Petrachi poi mi sono preso qualche giorno per decidere ed eccomi qui. In tanti mi hanno parlato bene di questa società». La sua positività e la sua consapevolezza non potranno che fare del bene all’ambiente granata: «Ora devo ripagare la fiducia. Voglio solo giocare e stare bene. Il campo mi è mancato tanto. Il mio ruolo? I due di centrocampo li ho fatti entrambi». Per provare l’esperienza granata l’africano ha detto di no a proposte allettanti: «Avevo richieste anche dalla serie A (Cesena, ndr) ma penso sia più importante vincere il campionato di B che lottare per la salvezza».Così come per il nigeriano anche per il portoghese ex Chelsea Torino potrebbe rivelarsi una tappa chiave della carriera. Ed anche le coincidenze sembrano spingere in questo senso: «Sono molto amico con Di Cesare. Siamo stati insieme 4-5 anni al Chelsea. Per me è come un fratello. Mi ha anche insegnato a parlare l’italiano. In questi giorni ci siamo sentiti ma non ha influenzato la mia decisione. Piuttosto è stato il lungo corteggiamento di Petrachi». Un inseguimento infinito quello del ds granata. Il giocatore infatti era un suo pallino ormai da anni: «Subito volevo capire. Io ero venuto via dal Portogallo per giocare in serie A. Poi ho pensato che nel calcio un giocatore deve scegliere per il momento in cui vive. Il Toro mi ha voluto tanto e sono felice di essere qua».La fascia destra è il suo regno e le sue doti in fase offensiva torneranno molto comode a mister Lerda: «Il mio ruolo ideale è il terzino ma in alternativa posso giocare anche più avanti. Ho fatto anche il centrale ma non è la mia posizione». Da portoghese Filipe conosce anche il legame fra la sua terra ed il passato granata: «Conosco la storia del Grande Torino è so che ha giocato la sua ultima partita contro il Benfica. È una formazione gloriosa che ora è in B per un incidente di percorso ma è come se fosse una squadra di serie A».Andrea Capello

 

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