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Una Juventus da serie B: ecco tutte le ragioni di un altro fallimento

 Appena 11 punti sui 36 a disposizione dall’inizio del 2011 a oggi. Ecco la Juventus peggiore della storia. Sono numeri da zona retrocessione che evidenziano oggi quanto odorato già nelle prime giornate, e che era stato mitigato solamente da quella serie di 18 risultati utili consecutivi che avevano illuso tutta la tifoseria.

ERRORE DI BASE
Oggi si cercano i colpevoli di questa clamorosa debacle, ma se la Juve ha tre punti in meno di quella già disastrata della coppia Ferrara-Zaccheroni che indispettì i tifosi anche la scorsa stagione forse bisogna andare a rivangare un passato che iniziò (male) a giugno. Innanzitutto la costruzione della squadra: i primi due elementi arrivati furono Martinez e Motta, due giocatori presi quando ancora non era stato scelto l’allenatore. Per strutturare una squadra sarebbe forse meglio partire dal suo tecnico. Detto che un allenatore che perde 8 delle 14 gare che la sua squadra ha giocato nel 2011 non può essere da Juve, forse con un altro tipo di impostazione estiva questa squadra avrebbe potuto lavorare in modo ben diverso.

DIFESA GRUVIERA
In 29 gare giocate in campionato la Juve ha incassato 37 gol e se aggiungiamo le 18 partite di Europa League (preliminari e fase a gironi) e le 3 di Coppa Italia le reti subite salgono addirittura a 47 in 41 gare giocate. Numeri che dimostrano come la difesa, quella che una volta era lo zoccolo duro di questa squadra, sia stata assemblata malissimo: gli esterni non sono in grado di contenere gli avversari e al centro la coppia Bonucci-Chiellini è male assortita. Chiellini, poi, ha dimostrato tutti i suoi limiti e forse non ci si è accorti che rendeva meglio quando al suo fianco aveva giocatori più esperti di lui come Cannavaro e Legrottaglie che gli dettavano tempi e davano ordine.

GLI ERRORI DI DEL NERI
Molte delle responsabilità le ha soprattutto Del Neri: per far funzionare il suo modulo (un solo modulo, il 4-4-2, non è un po’ poco per il calcio moderno?) ci sarebbero voluti ben altri elementi. Detto dei centrali, non ha fatto bene il continuo ballottaggio a destra tra Motta, Grygera e Sorensen. Stesso dicasi nel ruolo di ala sinistra con Marchisio (fuori ruolo) prima scelta, Martinez e Pepe. Di Bonucci abbiamo già detto, mentre in avanti è sembrato assurdo insistere prima con Amauri e poi con Iaquinta, arrivati ormai al capolinea.

SOLO LORO
E se andiamo a vedere cosa c’è di positivo, ecco che rispuntano Del Piero e Buffon.. I due veterani sono spazientiti, ma scendono in campo a ogni gara a testa alta. Del Piero ha dimostrato di essere l’unico in grado di offrire qualità e palloni per l’uomo del futuro, Matri, mentre Buffon ci mette sempre i suoi guantoni a salvare la porta. Di più cosa devono fare? E qualcuno aveva provato anche a metterli sul mercato.

Marco Avena

 

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