img_big
Il Borghese

Le vere “quote rosa”

Le vediamo incurvarsi negli angoli delle nostre strade, tra i banchi del mercato, a due passi dai centri commerciali: le vediamo frugare tra cassonetti e avanzi di mercanzia, in cerca di frutta o verdura ancora passabili, oppure di qualche oggetto da riciclare. Alcune di loro indossano poveri abiti, maglioni ricuciti, cappotti rivoltati, piumini sdruciti. Ma la maggior parte indossa abiti puliti e ordinati, anche se un poco lisi. Ne abbiamo viste alcune, addirittura, indossare vecchie pellicce, testimonianze di una passata agiatezza, di una sicurezza che piano piano la vita si è portata via.
Sono madri e nonne, sono anziane e meno anziane, sono le povere donne che ogni giorno tirano a campare nelle nostre città. Secondo una ricerca della Cisl piemontese, le donne sarebbero addirittura il 72 per cento dei poveri. Vivono più a lungo, sopravvivono al coniuge che magari aveva il reddito più importante della famiglia e la pensione, ovviamente, è una pallida imitazione di uno stipendio. Ma anche questa considerazione, valida un tempo, va ora completamente rivista: perché non sono solo le anziane, quelle che hanno rinunciato a scuole e occasioni per essere di sostegno alla famiglia, ma anche le figlie degli anni ’60 e ’70, la generazione di mezzo. Ed è un segnale allarmante.
Allarmante soprattutto perché questo Paese continua ad apparire drammaticamente inadeguato a far fronte alle evoluzioni sociali. Di tutela delle donne si parla solo in termini di quote rosa, magari nei posti di potere o di responsabilità o nelle liste elettorali, ma il cammino per arrivarci è fatto di opportunità che raramente si concedono all’altra metà del cielo. E non è il caso di credere che le pensioni attuali possano aiutare a vivere decentemente. Eppure non si parla di una “quota rosa” da destinare alle pensioni delle madri e delle nonne, magari distogliendo dei fondi dalla pioggia di denaro che ricade su associazioni che non ne avrebbero diritto, su iniziative velleitarie, su progetti faraonici che ora sembrano bruciare come i pozzi di petrolio bombardati da Gheddafi. Di questo non si parla mai. Così come, troppo spesso, si finge che quella signora con il cappottino, china su un cassonetto della spazzatura, stia solo cercando le lenti a contatto gettate via per sbaglio.
andrea.monticone@cronacaqui.it

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo