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Cronaca

Omicidio rituale a Roma: il killer ha rubato il cuore del cadavere senza testa nè gambe

L’assassino le ha mozzato testa e gambe, poi ha asportato con cura quasi tutti gli organi interni, compreso il cuore. “Un lavoro da professionista” quello del killer, spiegano fonti investigative, mentre gli inquirenti propendono sempre più per l’ipotesi di un omicidio rituale. Il tronco della vittima, una donna che non risulta schedata dalle forze dell’ordine, è stato trovato ieri mattina da un camionista che transitava sulla via Aardeatina a Roma.

Il tronco della donna era adagiato sul terreno, all’altezza di via Porta Medaglia, a pochi passi dal punto in cui la strada si allarga e il guard rail è più facile da scavalcare. Aveva le braccia aperte, un po’ di smalto sulle unghie, una anello di acciaio al dito della mano destra e un accendino in tasca. Indossava una maglietta chiara e una giacca nera che il killer non le ha sfilato. Potrebbe trattarsi di una prostituta, hanno ipotizzato gli uomini della mobile. Una di quelle che, con i trans, si vendono nella zona quando cala la notte. Ma con il passare del tempo perde sempre più corpo la pista del delitto commesso per incutire timore alle altre squillo.

Le modalità con cui è stato commesso, infatti, portano a ritenere che si sia trattato dell’opera di un maniaco, forse del componente di qualche setta satanica. Qualcuno che, di sicuro, ha qualche nozione di anatomia. Stando a quanto emerso dall’esame autoptico eseguito oggi, l’assassino ha ucciso la vittima con una coltellata alla schiena. Quindi, con una sega elettrica o un altro attrezzo ha segato gambe e testa. Infine le ha aperto il torace e ha estratto alcuni organi interni.

La morte dovrebbe risalire al massimo a cinque giorni prima del ritrovamento, avvenuto in zona del Divino Amore. Probabilmente, il killer l’ha portata lì come fosse una valigia, infilando un filo d’acciaio utilizzato come manico in quel che restava del cadavere.

 

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