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Sport

Leonardo meglio del maestro e in più regala spettacolo

 Meglio di Capello, anche se il paragone lo fa un po’ arrossire. Leonardo è così, fa una certa fatica a prendersi meriti in pubblico, perché «sono gli altri a dover giudicare me», dice il tecnico brasiliano. Seguendo i risultati, che nel calcio sono ancora l’aspetto più importante, la marcia di Leo ha i contorni di una piccola impresa: 33 punti in 13 gare, solo sei lasciati per strada nelle sconfitte esterne con Udinese e Juventus, nessun pareggio all’attivo. L’allenato­re friulano, ai tempi della Juventus, si era ferma­to a quota 32 nella stagione 2004 /2005, poi chiusa con lo scudetto in tasca (revocato per lo scandalo Calciopoli). La Roma di Spalletti inse­gna che i piccoli record valgono a poco se a fine stagione non si vince nulla (cinque anni fa i giallorossi infilarono undici successi di fila, miglior striscia nella storia del club, senza riu­scire a conquistare lo scudetto) ed è forse per questo che Leonardo non ha voluto sottolineare troppo i risultati conseguiti in due mesi esatti di campionato, dal 6 gennaio al 6 marzo.

 
L’articolo di Mattia Todisco su CronacaQui in edicola

 

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