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LE NOSTRE BOCCIOFILE I soci della Cincinnato: «Costretti ad autotassarci»

Da 12 anni presidio del borgo: «Fortezza contro il degrado»

L’amara consapevolezza del presidente Pasquale Malfitano: «Se ce ne andassimo, tornerebbero tossici, siringhe e bivacchi»

Autotassazione e lotta al degrado. Sono queste le due parole d’ordine alla bocciofila Cincinnato di zona Lucento. Una trentina, i soci, che per mantenere in vita la struttura devono aggiungere denaro di tasca. Sia per le spese ordinarie, come i pranzi domenicali, sia per gli imprevisti, tipo un furto o la rottura di un rubinetto.

«Non è facile. Ma lo facciamo per continuare a dare un servizio alla gente del quartiere», spiega il presidente, Pasquale Malfitano. Già, il quartiere. In questo piccolo angolo a metà tra case popolari e scuole pubbliche, un tempo regnava il degrado. Un covo di tossici, tra siringhe e bivacchi. Poi, nel 2006, un manipolo di amici decise di mettere in piedi la struttura.

Anche in questo caso, ingegnandosi, ad esempio rimediando in una discarica i blocchi per la pavimentazione esterna o portandosi mobili e arredi direttamente da casa. Da quel momento la bocciofila iniziò ad attirare gente ed è così ancora oggi. Grazie, soprattutto, all’impegno di Pasquale e di Enrico Butera, il primo presidente, oggi quasi novantenne. Senza dimenticare il segretario, Bruno Bettin, che sbroglia le questioni burocratiche.

Poi ci sono le donne. Sì, perché più della metà dei frequentanti appartiene al gentil sesso e domani la bocciofila ospiterà una tappa della camminata organizzata dal gruppo “Vallette in Rosa”. E il futuro? Per ora si va avanti, nonostante i problemi. Su tutti, la sabbia per i campi, che inizia a scarseggiare. Per comprare quella giusta, i soci devono sobbarcarsi chilometri fino a Caprie, in Val Susa.

C’è poi la questione di un gabbiotto, che sarebbe da eliminare perché non a norma ma che è l’unico posto disponibile per depositare l’attrezzatura. Insomma, le noie non mancano, ma Pasquale e i suoi sono tenaci. Anche perché, «se ce ne andassimo, in breve qui tornerebbe il degrado».

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