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Il Borghese

Quattro euro spesi bene

Voglio investire 4 euro per il futuro di Torino. Ho già in tasca i primi due euro necessari alla bisogna. Domenica, se non mi cacciano dal seggio, andrò a votare per le primarie del Pd, in attesa di andare a farlo anche per le primarie del Pdl, che mi auguro non si sottragga a questa forma partecipativa. Un atto dovuto, a mio avviso, non nei confronti di partiti a cui non sono iscritto, ma della città. Voglio dire la mia sul domani di Torino, e intendo farlo per non dover intonare – come purtroppo spesso accade – la solita litania del cittadino scontento che però non ha fatto nulla per decidere.

Fatelo anche voi, andando a votare. Le primarie sono uno straordinario strumento di democrazia, se qualcuno non rimescola le carte, e gli Stati Uniti lo hanno insegnato al mondo, mettendo al centro delle scelte politiche non già i potentati, ma i singoli cittadini. Dunque partecipare, come diceva il barone De Coubertin, fondatore dei moderni giochi olimpici, in questo caso è importante come e quanto vincere. Almeno per il popolo. E io potrò farlo forte anche di una carta dei valori che non è stata compilata da qualche illustre cervellone, ma dai lettori stessi che, esprimendo con grande chiarezza umori molto diffusi, che troverete ben espressi nelle pagine interne, di fatto hanno delineato il loro sindaco ideale. Un identikit preciso a cui intendo attenermi. E mi spiego: i lettori, a larghissima maggioranza hanno dichiarato di volere un sindaco che sia: 1)anagraficamente giovane; 2) che abbia un forte legame con la nostra citta’ e un’esperienza politica locale e non maturata prevalentemente nei palazzi romani, per poter sempre agire libero da condizionamenti di parte nell’esclusivo interesse del nostro territorio; 3) che non sia cresciuto in partiti del novecento legati alle ideologie comuniste o fasciste, che nella loro tragica grandezza hanno certamente segnato la storia italiana del secolo scorso. Poichè, nell’undicesimo anno degli anni 2000, noi tutti vogliamo una città piena di sogni, di innovazione, di web, di piena occupazione, di produttività, di speranze e non di nostalgie.

I nostri lettori hanno indicato un giovane per il centro sinistra, Davide Gariglio. Ha superato un personaggio di grande spessore, come Piero Fassino, che a Torino 40 anni fa ha dato tanto, ma per il quale un nostro lettore di centrosinistra ha espresso una frase che ci ha atterrito: Fassino invecchia Torino. Ma ora, anche sul centrodestra, c’è bisogno di scegliere. I miei restanti 2 euro sono pronti per appoggiare il candidato (giovane, fresco, tutto come sopra!) che la comunità berlusconiana dovrebbe avere il coraggio di sottoporre a primarie vere e urgenti. Poi vinca il migliore.

beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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