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Cronaca

Tutti i video della guerra civile in Libia

In Libia si continua a combattere e, stando alle ultime notizie, Gheddafi potrebbe cadere da un momento all’altro. Il Colonnello si sarebbe rifugiato nel suo bunker, in un’area che da diverse ore sarebbe senza corrente elettrica e – riferisce un testimone – “i ribelli si stanno preparando ad attaccare Tripoli, circondata da un fitto cordone di sicurezza rinforzato da miliziani assoldati in vari Paesi dell’Africa

Immagini shock
Lo sterminio di quelli che Gheddafi aveva definito «ratti drogati», intanto, prosegue, ma capire quali siano davvero le dimensioni della tragedia è molto difficile. La censura è molto stretta, il Colonnello ha minacciato i giornalisti entrati senza visto promettendo che «verranno trattati come terroristi», ma qualcosa incomincia a filtrare e le parole dell’ambasciatore libico all’Onu pronunciate l’altro giorno sembrano sempre più vicine alla realtà. «È un genocidio», aveva detto il diplomatico. «Le milizie del regime stanno bombardando Zawia, la stanno massacrando, la gente sta morendo – ha detto un ex ufficiale . E’ un massacro, ed è difficile stimare il numero di morti».  E le immagini diffuse ieri sul web lo dimostrerebbero. 
                                

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Cimitero nella sabbia
Nel video amatoriale che sta facendo il giro del mondo, vengono mostrate decine di fosse scavate nella sabbia, allineate, alcune già coperte con del cemento. Altre aspettano di essere riempite, e stando a quanto dichiarato dal componente libico della Corte Penale Internazionale, Sayed al Shanuka, i becchini filmati sulla spiaggia di Tripoli non dovranno attendere a lungo. Secondo Shanuka, dall’inizio delle proteste, sono morte 10mila persone e altre 50mila sono rimaste ferite.

Bagno di sangue
Un bilancio tragico, ma ancora provvisorio. Ieri mattina, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, intervenuto alla Camera, aveva sostenuto che la stima di mille vittime fatta il giorno precedente era «attendibile». E aveva invitato i libici a porre fine immediatamente a quello che, indipendentemente dai numeri, è «un bagno di sangue».

Fuga verso l’Italia, Maroni chiede l’intervento dell’Ue
Una mattanza da cui migliaia di persone ora cercano di sfuggire. E in molti, sicuramente, cercheranno rifugio in Europa. Italia, Francia, Spagna, Grecia, Cipro e Malta, i Paesi più esposti in caso di esodo, questa mattina chiederanno al Consiglio dei ministri dell’Interno dei 27 un fondo speciale di solidarietà, ma l’esito non è scontato. Oltre ai soldi, inoltre, servirebbero uomini e mezzi. Anche perchè, tra migliaia di profughi, potrebbero nascondersi elementi pericolosi per la sicurezza interna degli Stati. “Possiamo affrontare l’emergenza per poco”, ha detto il ministro, Roberto Maroni che ha anche ricordato alcune frasi riportate da un sito africano che ha pubblicato un comunicato di Al Qaeda che ha assicurato il proprio appoggio agli insorti. Maroni chiede all’Europa di non lasciare l’Italia sola.

Allarme terrorismo
Il timore, infatti, è che i terroristi approfittino della crisi in Nordafrica, come ha detto ieri mattina il presidente del consiglio. Il premier, dopo aver messo in guardia dal rischio «fondamentalismo», ha anche ribadito ribadito il suo «no alle violenze», specificando però che «bisogna essere accorti su quello che succederà dopo con paesi con cui abbiamo trattato e a cui guardiamo per mille motivi e anche perchè sono importanti fornitori di energia». La conferma ai timori di Berlusconi arriva direttamente da Al Qaeda che, attraverso un sito africano, ha diramato un comunicato.  «Siamo addolorati dalla carneficina e dai vili massacri perpetrati dall’assassino di innocenti Gheddafi – si legge nel testo – contro la nostra gente e i musulmani disarmati che si sono levati contro la sua oppressione e la sua tirannia». «Facciamo appello ai musulmani libici perché abbiano fermezza e pazienza, e li incitiamo a continuare la propria battaglia e rivoluzione per cacciare il tiranno criminale», aggiunge il comunicato.

Ammutinamenti e mercenari
Intanto, il regime del Colonnello, continua a mostrare segni di cedimento. Ieri, almeno quattro piloti si sono ammutinati e hanno abbandonato i propri velivoli rifiutandosi di bombardare civili e giacimenti di petrolio. Gli oppositori al regime, inoltre, hanno preso il controllo di diverse città vicine alla capitale libica mentre, secondo le ultime notizie, il Colonnello è asserragliato a Tripoli, nel bunker di Bab al-Aziziya. Lo riferisce la rete al Arabiya secondo cui le truppe ancora fedeli a Gheddafi hanno isolato la capitale stendendo un cordone di mezzi e truppe con cui difendere il Raìs. La zona di Bab al-Aziziya a Tripoli, dove si trova la residenza del leader libico Muammar Gheddafi, sarebbe senza elettricità dalla scorsa notte.

 

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