img_big
Cronaca

Libia, Berlusconi: “Rischio fondamentalismo”

Silvio Berlusconi interviene sulla crisi in Libia e mette in guardia dal rischio «fondamentalismo».«Prendiamo atto con grande piacere che il vento della democrazia è soffiato in quei Paesi» ha detto il premier intervenendo agli Stati generali di Roma Capitale. «Tanti giovani – ha aggiunto – vogliono entrare nella modernità e armati del loro coraggio e di internet hanno dato via ai sommovimenti. Facciamo attenzione che non ci siano violenze ingiustificate e derive che recepiscano il fondamentalismo islamico». Il presidente del Consiglio ha spiegato di essere rimasto in contatto fino a mercoledì mattina con gli altri leader europei e americani proprio in relazione ai fatti di Tripoli. «Non vorremmo evolvesse – ha detto Berlusconi – in una situazione pericolosa verso la deriva del fondamentalismo islamico». Il premier ha quindi ribadito il suo «no alle violenze» specificando però che «bisogna anche essere accorti su quello che succederà dopo con paesi con cui abbiamo trattato – ha spiegato – e a cui guardiamo per mille motivi e anche perchè sono importanti fornitori di energia».

Il premieri è intervenuto dopo che il ministro Franco Frattini aveva detto che la stima di mille morti nei bombardamenti a Tripoli è attendibile.  Frattini, riferendo alla Camera sulla crisi libica, ha poi auspicato un dialogo costruttivo con tutte le forze politiche. Anche perchè, ha proseguito il ministro, “la situazione è gravissima, resa ancor più grave dai propositi che ieri sera Gheddafi ha espresso durante il suo intervento televisivo”. Ci sono “bande e squadroni della morte”, in Libia, e si rischia che prosegua il “bagno di sangue”.

Frattini ha anche risposto alle accuse del leader libico, bollate come “false”. “L’Italia – ha detto frattini – non ha mai venduto razzi nella Cirenaica”. Il ministro si è poi detto preoccupato per “l’islamismo radicale” che domina in quell’area. “Nulla – ha proseguito – giustifica l’uccisione di civili innocenti”.

Il governo italiano – ha detto ancora il ministro – insieme all’Ue e all’Onu chiede che cessi immediatamente ”l’orribile spargimento di sangue” che ”la leadership Gheddafi ha annunciato e sta continuando a fare”.

Una delle conseguenze più gravi della crisi libica – ha proseguito –  è che una grande massa di migranti, dalle 200mila alle 350mila persone, tentino “di raggiungere per mare i porti dell’Unione europea”.ì

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo