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Cronaca

Il detective di Cogne a caccia dei ladri della salma di Mike

 Il detective di Cogne dà la caccia ai rapitori di Mike Bongiorno. «Sono intelligenti, freddi, decisi, senza scrupoli: sono giovani squali pre­datori », così il professore, il primo che affron­tò, da un punto di vista criminologico, il caso di Samuele Lorenzi con una ricostruzione, poi compendiata in un volume, dettagliata e fon­data su dati scientifici inoppugnabili. Insom­ma, Lavorino è un’autorità nel campo della moderna criminologia e oggi si cimenta in un’altra e ardua impresa investigativa.
Il giorno dopo la notizia della trattativa tra la famiglia del noto presentatore tv, deceduto un anno e mezzo fa, e la banda che il 23 gennaio scorso trafugò il feretro nel piccolo cimitero di Dagnente sul lago Maggiore, Lavarino ha trac­ciato il profilo dei rapitori della salma, metten­do a confronto i dati oggettivi in suo possesso con le teorie della più moderna scienza crimi­nologica.
«Il gruppo che ha rapito la salma di Mike Bongiorno – ha spiegato Lavorino – ha nel suo interno persone che vivono nel verbano e che conoscono i luoghi, gli orari e i sistemi di videosorveglianza e di sicurezza». Dopo aver inquadrato l’ambiente, Lavorino tratteggia gli individui: «Sono uniti dal vincolo del branco criminale. Tra loro almeno due persone giova­ni che sanno destreggiarsi a livello tecnologi­co, elettronico e telematico». Nel gruppo c’è, almeno secondo il criminologo, «un soggetto addetto ai lavori nell’ambito delle agenzie di pompe funebri, “talpa”».

 
L’articolo di Marco Bardesono su CronacaQui in edicola il 23 febbraio

 

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