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Cronaca

Libia, Gheddafi in diretta tv: “Resterò qui fino alla morte”

Alle 16.51 ora italiana il leader libico Muammar Gheddafi torna a parlare sulla tv di Stato. Abito e cappello marroni, si rivolge al popolo libico dalla sua casa di Tripoli. In sostanza, chiede alla nazione di scendere in strada e combattare la guerra civile contro quelli che definisce i “ratti drogati” da qualcuno dei servizi segreti stranieri. Sostiene di “non aver ancora usato la forza”, ma di essere pronto a farlo”. E invita tutti a uscire dalle case per “catturare” i manifestanti. In cambio promette riforme nel segno del decentramento e assicura che lui non si tirerà indietro, ma anzi combatterà fino alla fine, come i suoi avi che scelsero il martirio. L’ordine è chiaro: “Da domani create dei comitati per difendere la rivoluzione”. Non mancano poi le accuse ai Paesi stranieri. Secondo Gheddafi, “gli Usa e l’Italia hanno distribuito ai ragazzi dei razzi rpg”.

“Oggi tutti i continenti parlano della Libia, ma fino a ieri i libici non erano conosciuti. Il mondo considera noi un Paese guida. Io sono il leader di una rivoluzione, il che significa sacrificio sempre, fino alla fine della vita”. E poi: “Abbiamo sfidato l’america con tutta la sua potenza e grandi potenze nucleari e abbiamo vinto e ora non possiamo tirarci indietro”.

Gheddafi ha parlato dei suoi avi, definiti come martiri, e poi ha assicurato di non aver nessuna intenzione di farsi da parte.

“Dietro di me – ha detto – c’è una storia di lotta e di eroismo. Io sostengo la lotta per la libertà”. Sui manifestanti: “Un gruppo di giovani, di poche persone, drogati, attaccano caserme inermi e le nostre famiglie. Noi vogliamo la pace in Libia. Hanno approfittato di questa pace, di questo benessere, per attaccare e hanno bruciato i fascicoli dei loro crimini nei commissariati. Ma non hanno colpa, sono giovani, sedicenni, 18enni e vogliono imitare quelli della tunisia e dell’Egitto. Sono pagati da qualcuno per combattere contro di noi”.

E poi: “Noi abbiamo lasciato sempre il potere al nostro popolo”. Gheddafi ha proseguito annunciando grandi riforme per il Paese, attraverso il decentramento amministrativo e la creazione di nuovi comuni. Poi ha invitato la popolazione a scendere in strada la popolazione: “Uscite dalle vostre case e andate a catturare questi ratti, io non ho ancora usato la forza. I ratti hanno rovinato le nostre case, preso possesso dell’aeroporto di Bengasi”.

 

“Chi cospira contro la propria nazione deve essere ucciso – dice ricolgendosi alla Nazione – Scendete in strada, catturate questi ratti che attaccano le nostre case. Chi fornisce a qualsiasi Stato estero informazioni o a qualsiasi persona i nostri segreti ai nemici un giorno piangeranno di fronte ai giudici”. Alla fine un’invito rivolto ai giovani: “Voglio incontrarvi, so che vi hanno drogati. Venite da me, vi prometto che vi curerò”.

 

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