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La riscossa di Andrea: dal crollo del Darwin ai campionati europei

Dalla tragedia del Darwin, al tetto d’Europa. Andrea Macrì, 20 anni, sopravvissuto miracolosa­mente al crollo del controsoffitto nella classe IV B del liceo scienti­fico di Rivoli, ha trionfato due giorni fa in Svezia, a Solleftea, con la nazionale italiana di Sled­ge Hockey, vale a dire l’hockey su slittino. In finale, Andrea e i suoi compagni di squadra hanno bat­tuto la forte Repubblica Ceca per 2-0. «Ma la vera impresa l’abbia ­mo compiuta in semifinale – rac­conta il ragazzo, appena rientrato dalla Svezia -, quando abbiamo sconfitto la favoritissima Norve­gia per 2-1, e per giunta in rimon­ta ».
È una soddisfazione immensa per Andrea, un sogno impossibile che si avvera. Un traguardo bello e importante raggiunto a poco più di due anni di distanza dalla tra­gedia in cui perse la vita il dicias­settenne Vito Scafidi. Andrea riu­scì a salvarsi, ma ha perduto l’uso delle gambe. Oggi per lui è arriva­ta la rivincita più bella, oggi An­drea ha fornito la risposta più bella a quel destino maledetto che gli ha cambiato per sempre la vita. «”Ce l’ho fatta”, ho pensato al fischio finale. “Ce l’ho fatta”. Ho raggiunto un traguardo bellis­simo dopo immensi sacrifici, do­po un anno nel quale ho praticato due sport, l’hockey e la scherma, e non ho smesso neppure un atti­mo di allenarmi. Allenamenti du­ri, intensi, faticosi. Sei, sette, otto allenamenti alla settimana». Poi il trionfo. «Un trionfo arrivato un po’ a sorpresa, dal momento che per me si trattava della prima esperienza ufficiale con la nazio­nale italiana.

L’articolo di Giovanni Falconieri e  Federico Danesi su CronacaQui in edicola il 22 febbraio

 

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