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Cronaca

Caos Libia: “Gheddafi è fuggito”, incendiato il palazzo del governo

C’è il rischio che scoppi la guerra civile in Libia e che si ritorni al potere coloniale. Lo ha detto in un messaggio tv lanciato alla nazione Saif al Islam, il figlio di Muammar Gheddafi. Del padre, al potere da quasi 42 anni, non ci sono notizie certe. Alcuni lo vogliono in fuga in Venezuela, ma il figlio ha riferito che “Muammar Gheddafi sta guidando la lotta a Tripoli e vinceremo”. Intanto però fonti locali sostengono che il palazzo del governo, attaccato dai manifestanti, è in fiamme.

“La Libia è a un bivio”, ha proseguito Saif Gheddafi. “Se non arriviamo oggi a un accordo sulle riforme, non piangeremo solo 84 morti, ma migliaia e in tutta la Libia scorreranno fiumi di sangue”. Sul bilancio delle vittime dopo quattro giorni di scontri i dati sono ancora incerti. Secondo fonti ospedaliere, vi sarebbero almeno 280 vittime solo a Bengasi. Il figlio di Gheddafi ha annunciato che a breve si riunirà il Congresso generale del popolo (Parlamento) per approvare un nuovo codice penale, nuove leggi e modifiche alla Costituzione che diano “prospettive di libertà” alla stampa e alla società civile.

Nel suo discorso il figlio del rais ha accennato più volte a non meglio precisate “forze straniere” e “separatisti” che hanno messo in atto un “complotto” contro la Libia” e ha indicato indicato i nemici: islamisti, organi d’informazione, teppisti, ubriachi, drogati e stranieri, compresi egiziani e tunisini. “Verranno le flotte americane e europee e vi occuperanno”, ha avvisato. Ha minacciato quindi di “sradicare le sacche di sedizione. Ci deve essere una posizione ferma, il nostro non è l’esercito tunisino o egiziano. Le forze armate sono con il nostro leader Gheddafi. Decine di migliaia si stanno dirigendo a Tripoli per essere con lui. Combatteremo fino all’ultimo uomo, all’ultima donna, all’ultimo proiettile”.

Un “manifestante di Bengasi” in collegamento telefonico con la Cnn prima che le comunicazioni con l’emittente americana fossero interrotte, ha detto che subito dopo il discorso del figlio di Gheddafi nella zona di Bengasi sono cominciati nuovi scontri e si sono uditi numerosi spari. “l messaggio è stato chiaro, ogni libico l’ha capito: se le manifestazioni non si fermeranno, in Libia sarà la guerra civile. Abbiamo sentito il solito messaggio che il regime va ripetendo da anni: promesse e minacce. Ma la gente questa volta ha capito: ha trovato il coraggio di scendere in strada e le solite minacce non basteranno a fermarla”.

 

 

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