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Spettacolo

Sanremo canta l’Unità d’Italia nel giorno di Roberto Benigni

Qualsiasi cosa lui faccia, diventa un evento. Piccolo o grande che sia, è un dettaglio. Ma di certo la pre­senza questa sera di Roberto Benigni al Festival di Sanremo è l’evento più atteso dell’intero Festival. Soprattutto in questo periodo storico italiano, dove la politica ne dà, eccome, di spunti. Anche se, nella serata dedicata all’Unità d’Italia, l’attore toscano dovrebbe esclusivamente raccon­tare l’esegesi dell’Inno di Mameli. Do­vrebbe, appunto. Ma la sensazione (e perché no, la speranza) è che possa anche “divagare”. Vedremo. Quello che tiene banco comunque è il compenso che Benigni riceverà per il suo intervento, che durerà, minuto più minuto meno, 30 minuti: si parla di circa 200mila euro. Troppi, secondo la Lega, che martedì aveva fatto la voce grossa in capitolo. Ma a difesa del “piccolo diavolo” è sceso in campo ieri proprio Gianni Morandi, che ha sottolineato il valore artistico di Beni­gni, non a casa un Premio Oscar: «Roberto dovrebbe essere pagato quattro volte in più di quanto la Rai deciderà di pagarlo» le parole del cantante-conduttore, che ha trascorso la prima parte del pomeriggio di ieri proprio con l’attore in quel di Bordi­ghera, per studiare tempi e modo del suo intervento. Rimanendo in tema cachet, ieri Luxuria nel corso del suo programma in onda su R101 da Sanremo, ha svelato altri “compensi”: «Fonti attendibilissime mi hanno detto che i compensi siano stati molto più bassi di quelli dell’anno scorso. Morandi avrebbe preso soltanto 600 mila euro lordi». e le due “primedonne”? «Si dice – continua – che Belen ed Elisabetta
abbiano preso all’incirca 150 mila euro, lordi tra l’altro, a testa».
ESORDIO CON IL BOTTO
Buone notizie comunque per l’esordio del Festival targato Morandi: è stato il più seguito dal 2005: sciolta la tensione e le preoccupazioni della vigilia per l’attualità politica che poteva distrarre da Sanremo, è stato lo stesso direttore di Raiuno Mauro Mazza ieri a certificare il successo della prima serata, visto in prime time martedì
da 14 milioni 175mila, con uno share del 45.20.
LUCA E PAOLO
Merito del successo del debutto può essere anche a causa della canzone “Ti sputtanerò” che le due “Iene” hanno dedicato a Fini e Berlusconi. «Cerchiamo sempre di fare più satira di costume che satira spiattellatta – ha spiega Luca Bizzar­ri -. Abbiamo preso in giro un sistema che hanno usato questi due (Berlusconi e Fini, ndr.) per delegittimarsi a vicenda. Non abbiamo niente contro questi due politici. È una presa in giro della macchi­na del fango». «Non era un’interpretazio­ne comica di un fatto – ha precisa Paolo Kessisoglu -, ma una parodia di ciò che avviene. È satira fino a un certo punto, un modo divertente per leggere quello che sta accadendo. È la visione della realtà». D’accordo con loro il direttore di rete Mazza, che però si è detto speranzoso che «altre instant song siano dedicate ad altri versanti della politica».
LA SERATA DI OGGI
“Nata per Unire”: è il titolo della serata di oggi. È una serata evento dedicata al 150/mo anniversario dell’Unità d’Italia, superospite Benigni di cui già abbiamo trattato. Ha dato forfait invece Fabio Can­navaro, che non ha avuto dalla Federa­zione araba l’ok per la trasferta. L’apertura della serata sarà affidata a un balletto di Daniel Ezralow, dal titolo “Italia Unita”. I 14 Big eseguiranno le canzoni “storiche” e verrà premiata l’esibizione più votata dal pubblico, attraverso il televoto. Poi saranno riascoltate, in versione edit, le 4 canzoni dei Big non ammesse dalla giuria demoscopica e verranno votate dal pub­blico attraverso il sistema del televoto. Le 2 “canzoni-artisti” più votate saranno ammesse alla quarta serata.

 

 

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