img_big
Il Borghese

Traditi da macchine troppo intelligenti

Venticinquemila pratiche tra invalidità civile e riconoscimento dell’handicap aspettano che una mano amica porti a compimento il loro iter. Insomma che li tolga dalla polvere dove giacciono da quasi un anno. E la burocrazia, per una volta, invece di tacere, nascondere la testa sotto la sabbia, dribblare il cronista curioso o impiccione che dir si voglia, è la prima a riconoscere il problema e, udite udite, a chiedere scusa. La bomba esplode a Torino, ma è solo un caso. La miccia è stata accesa a Roma quando si è deciso di abbandonare l’antiquata raccomandata e di affidarsi alle meraviglie tecnologiche e futuristiche della Rete. Il che ci porta ad immaginare che ai 25 mila circa che aspettano di sapere quale sarà il loro futuro a Torino, corrispondano altrettanti malati a Milano, Roma, Napoli e in generale in ogni angolo dello stivale. La rivoluzione telematica ha fatto flop, le pratiche si sono accumulate nelle memorie dei computer dell’Inps e hanno finito per provocare un gigantesco ingorgo burocratico che rallentato le istruttorie e di fatto paralizzato l’iter consueto che, già per sé, è assai complesso. Qualche ottimista ad oltranza ha sussurrato che il rallentamento è dovuto ad esami più approfonditi sulle domande per evitare l’italico vizio del malato immaginario che si trasforma in disabile con vitalizio a carico dello Stato. Ma chi sta dentro la macchina giura di no. E a noi viene la pelle d’oca a pensare ad un’altra rivoluzione, quella che interessa i medici di famiglia che, sostituendosi alla vecchia raccomandata del lavoratore, dovrebbero certificare all’Inps, sempre via mail, il periodo di malattia. Il ministro Brunetta insiste sul grandioso risparmio di francobolli, carta da lettere e buste, arrivando a ipotizzare un bonus di circa 200 milioni l’anno, ma c’è chi sostiene che il salto nel buio, pardon nel Web, è stato troppo repentino. Insomma si sarebbe girata la chiave che cancella la sfinge della burocrazia, senza testare i sistemi e, magari, istruire a dovere i funzionari che oggi finiscono per subire l’onta. E una volta tanto senza colpe apparenti. Mentre per le mail dei medici di famiglia pochi o nessuno avrà a patirne, eccezion fatta per gli imprenditori i quali potrebbero essere gli ultimi a sapere che un loro dipendente è in malattia, per le pratiche di invalidità c’è anche chi rischia di morire prima di vedersi riconoscere lo status che merita. Un prezzo troppo alto per avere la misera consolazione che un uomo è ancora meglio di una macchina e che la vecchia pratica polverosa è bestiaccia dura a morire.
beppe.fossati@cronacaqui.it

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo