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Il Borghese

Scegliere la lentezza

Se ti presenti nella sua libreria cercando una delle ultime novità editoriali, è meglio fare attenzione: può anche capitare che, nonostante tu l’abbia visto in quasi tutte le vetrine di altri esercizi, il libro non sia arrivato su quegli scaffali. E il libraio, con il sorriso furbo, ti dice «Se torna domani, c’è di sicuro». Perché in realtà, il libro c’è. Ma lui deve ancora leggerlo. E allora non lo mette in vendita.
Come pare arcaico questo libraio così particolare che addirittura legge i libri, che quando ti presenti con i volumi presi dagli scaffali, mentre batte il prezzo sul registratore di cassa, ti racconta buona parte della trama, ti fa capire se la scrittura l’ha colpito o meno. Perché lui, a parte le trame, ha una vera fissazione per la buona scrittura, per il ritmo. C’è gente, di fronte al suo incalzare verboso, che teme che da un momento all’altro possa svelare il finale di un giallo. Ma, proprio all’ultimo, proprio quando la tensione è più alta, rispunta il sorriso furbo e ti dice «Ma questo non glielo racconto».
Viene da sorridere, in tempi in cui l’input principale in ogni categoria merceologica è solo vendere rapidamente e svuotare gli scaffali il più presto possibile, che ci sia chi si prende ancora il suo tempo per valutare la merce, per poterla presentare al meglio. A costo di rinunciare a una vendita immediata, a costo forse di rimetterci.
E non vogliamo certo credere che questa libreria incastonata nel cuore della nostra tribolata e congestionata città sia un caso unico. Esistono, di certo, luoghi dove si restituisce la giusta dimensione al tempo, e conseguentemente il giusto valore. Ed esistono persone che, pur senza esiliarsi dalla società, hanno saputo ritagliarsi spazi, tempi e modi. Peccato che vederli sia così complicato per chi, invece, ritiene che correre senza fermarsi sia il modo migliore di ingannare il tempo. Finendo invece con il non saper più dare il giusto valore non solo al tempo, ma anche a tutto ciò che ci circonda. Magari anche a qualcosa di così semplice come dei libri sugli scaffali, che prima di essere affidati a dei lettori devono essere conosciuti e sviscerati. Una piccola cosa, ma di gran valore. Concetti un poco smarriti in questi tempi così tempestosi.

andrea.monticone@cronacaqui.it

 

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