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Torino: alle Molinette operazione a cuore battente per riparare valvola mitralica

Uscirà tra qualche ora dal reparto di cardiochirurgia dell’ospedale Molinette il primo paziente italiano sottoposto ad intervento di riparazione di valvola mitralica con metodica mininvasiva transapicale. Novità assoluta di questa tecnica, nonché sperimentazione che attende il marchio Ce, è che l’intervento è stato eseguito a cuore battente, cioè senza circolazione extracorporea.
L’uomo, Pino Adriano, di 51 anni, torinese e impiegato in un’azienda di macchine utensili, era affetto da prolasso della valvola mitralica con una insufficienza severa, patologia (è colpito il 2-3% della popolazione) che è la prima causa di insufficienza mitralica, e oggi sono a rischio soprattutto le donne. Pino Adriano oggi sta bene e la sua degenza è durata 4 giorni, anziché 8, come richiederebbe un intervento tradizionale.

L’intervento è stato eseguito lunedì scorso dall’équipe di Cardiochirurgia diretta dal professor Mauro Rinaldi,  con le équipe cardiologiche del professor Fiorenzo Gaita e del dottor Sebastiano Marra.  «Fatta un’incisione di 4 centimetri nello spazio intercostale di sinistra, quindi non aprendo lo sterno – spiega il professor Rinaldi -, attraverso il “catturatore di lembi”, strumento che assomiglia ad una pinza, è stato possibile agganciare il lembo mitrale prolassante, fissare una neo-corda, poi portata fuori dal ventricolo, e legata esternamente al cuore. Si tratta di una sperimentazione in fase seconda e se tutto andrà bene e se si raggiungerà con successo la quota di 30 pazienti operati, il marchio CE si potrà ottenere già entro fine anno».

In questo modo la tecnica potrà diventare di ordinaria amministrazione per tutti i pazienti affetti da insufficienza mitralica da prolasso. «Compresi i giovani, più restii a farsi operare» ha spiegato Stefano Salizzoni, cardiochirurgo e figlio del direttore del centro trapianti di fegato delle Molinette, «inoltre, rispetto all’intervento tradizionale, questa tecnica permette di osservare in tempo reale il quadro della patologia, senza ricorrere necessariamente ad un intervento a cuore aperto».

 

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