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Il Borghese

Ed ecco la sala del trono

Bruno Vespa forse sta già lavorando all’ennesimo plastico. Dopo la villa degli orrori di Cogne, la casa di Avetrana, il famigerato alloggio di Montecarlo sta per arrivare nelle case degli italiani la sala del bunga-bunga. E finalmente il voyeurismo nostrano sarà accontentato. Dalle Alpi allo Stretto si potrà sognare di essere Lui, il Premier, immaginando tutto e il contrario di tutto. Ebbene, sì, abbiamo il disegno dettagliato della sala del trono, con la poltrona del piacere, le poltroncine delle comparse Lele Mora ed Emilio Fede, la pianola di Apicella, il bar. E poi la statua con il cavallo azzurro che solleva le zampe possenti verso il cielo, altrettanto azzurro e le luci, ahimè, rosso fuoco in un tentativo assai complesso di compromesso storico. E infine le poltroncine delle elette, le miss, meglio le attendenti che si sfidano per la medaglia finale, pronte a esibirsi su quello che da semplice palo di lap dance si sta trasformando in palo del supplizio. Siamo alla farsa finale.

Peggio, siamo scivolati nel fotoromanzo. Un bel salto indietro nell’Italia degli anni sessanta, quando le bellezze di casa nostra facevano palpitare i cuori dalle didascalie che accompagnavano storie d’amore melense quanto inverosimili, solo che adesso nelle didascalie si vorrebbero inserire le intercettazioni che la magistratura ha regalato a sacchi per alimentare il gossip di Arcore. Non essendoci le fotografie compromettenti – almeno per ora non vi è traccia – si ricorre al disegno. E non essendoci neppure la prova provata che laggiù nella tavernetta del Cavaliere imperassero Sodoma e Gomorra, ci si prepara a mobilitare schiere di disegnatori.

Magari con Vauro, matita preferita di Santoro, alla guida del plotone di esecuzione. Potrebbe capitare anche questo nella battaglia senza esclusione di colpi che si sta combattendo nel triangolo Milano-Arcore-Roma, tra politica e magistratura, al grido “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. E di peccati, veri e presunti, saremo costretti a fare indigestione, ancora prima che si celebrino i processi. Perché come in ogni inchiesta mediatica che si rispetti ce n’è per tutti: dal bunga bunga alla casa di Montecarlo, passando – per par condicio – alle primarie di Napoli dove spunta un nuovo Masaniello, quel Saviano che fa cassetta con i libri pubblicati da Mondadori, dedica la laurea honoris causa ai magistrati di Milano e vuole commissariare addirittura il Pd pur non avendone (dicono i bene informati) neppure la tessera. Il balletto impazza mentre i parlamentari della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera fanno filtrare le conversazioni delle commensali del Cavaliere esaltando qualche frasetta e censurandone altre. Peggio, ci pare, non potrebbe andare.

beppe.fossati@cronacaqui.it 

 

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