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Preso il re torinese degli hacker, ma il 26% degli italiani rischia il furto d’identità. Vi sentite sicuri su Internet? (Sondaggio)

È nato in provincia di Torino, il capo della centrale di hackeraggio specializzata nella violazione dei sistemi di sicurezza delle banche dati e nella commercializzazione di accessi e password. L’uomo – R. G., informatico di 57 anni – nei giorni scorsi è stato arrestato dalla polizia postale su mandato della procura di Roma con l’accusa di accesso abusivo e diffusione di codici per l’ingresso a banche dati, su di lui peraltro indagava da tempo anche la procura di Torino. L’operazione, chiamata “Stop Intrusion”, ha portato alla luce un sofisticato – e redditizio – sistema di intromissione in banche dati di siti di amministrazioni di enti pubblici, con il quale l’équipe di hacker rubava centinaia di dati sensibili per poi rivenderli al miglior offerente, solitamente operatori di agenzie investigative e di recupero credito.

Secondo una recente rilevazione commissionata all’Unicri, United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute, il rischio di furto d’identità a carico dell’utenza italiana sarebbe estremamente alto; molto dipende da un rapporto ancora immaturo con i mezzo telematico.  Dall’indagine emerge che il 26% degli italiani (circa uno su quattro) sarebbe stato esposto almeno una volta nel 2010 a rischi di furto d’identità, cioè 15 milioni di persone.

 

E voi vi sentite esposti al rischio di furto d’identità? Temete che qualcuno possa rubare i vostri dati? Partecipate al sondaggio cliccando qui 

 

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