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Torino: pugnalata e stuprata davanti alla figlioletta, ma il mostro è libero

Calci, pugni e schiaffi. Insulti, offese e minac­ce. Persino una coltellata in pieno stomaco e uno stupro consumato sotto lo sguardo impaurito della figlia di pochi anni. Un incubo, un inferno durato oltre due anni e terminato solo quando la vittima, una donna poco più che quarantenne residente in provincia di Torino, ha trovato den­tro di sé il coraggio di denunciare il marito violento, suo coetaneo e figlio di un poliziotto, e rendere così pubblica una realtà fino a quel momento rimasta rinchiusa nelle quattro pareti di una modesta abitazione di un piccolo comune alle porte del capoluogo piemontese. Una de­nuncia che non è tuttavia servita a rinchiudere l’uomo in galera.

 
L’articolo di Giovanni Falconieri su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il 19 gennaio

 

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