Si è insabbiata nell’accordo separato, con la Fiom contraria, la trattativa tra Fiat e sindacati per la ristrutturazione dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Ieri, giornata decisiva per chiudere il negoziato, la clausola inserita dalla Fiat per raffreddare l’impianto sanzionatorio del documento non è bastata. Mentre gli altri sindacati firmavano il documento, la Fiom ha abbandonato il tavolo spiegando che, dal suo punto di vista, i termini dell’incostituzionalità rimangono. Fim, Uilm, Fismic e Ugl intanto hanno deciso che sottoporranno l’accordo a un referendum tra i lavoratori in programma il prossimo 22 giugno.
Nel dettaglio, la presunta violazione additata dalla Fiom è contenuta nella clausola finale, quella in cui si precisa che le nuove norme pattuite «integrano la regolamentazione dei contratti individuali di lavoro, sicchè la violazione, da parte del singolo lavoratore», di una delle condizioni contenute nell’accordo «costituisce infrazione disciplinare» da sanzionare.
Per la Fiom è la clausola che sottopone il diritto di sciopero, sancito dall’articolo 40 della Costituzione, ad essere oggetto di provvedimenti disciplinari, fino al licenziamento. Secondo alcuni giuristi, questa clasuola e la firma del sindacato è comunque inefficace, perchè non può modificare la Costituzione e quindi il diritto di sciopero, che resta un atto individuale.
C’è poi la clausola della responsabilità . Nella proposta della Fiat è quella che libera l’azienda da obblighi contrattuali in caso di mancato rispetto degli impegni assunti con l’accordo. Se si verifica questo o se avvengono comportamenti «idonei a rendere inesigibili le condizioni concordate», la clausola libera l’azienda da alcuni obblighi contrattuali, come il versamento dei contributi sindacali e dei permessi sindacali retribuiti. Lo stesso accade per comportamenti individuali dei lavoratori. Secondo la Fiom, alla Fiat viene data totale discrezionalità per valutare se una qualsiasi iniziativa, dalla protesta allo sciopero, in contrasto con uno dei qualsiasi punti dell’accordo (carichi di lavoro, straordinari, gestione della forza lavoro) possa costituire una violazione dell’accordo.
Al di là delle distanze che, nel merito della questione, rimangono, ieri è stata la Fismic a riportare un episodio avvenuto il giorno precedente. Secondo il sindacato, alla Fiat di Termini Imerese l’altra sera dalle 20 alle 22 hanno aderito a uno sciopero 147 lavoratori su 512 presenti. «Il motivo addotto dai sindacati locali - si legge nel comunicato - è la protesta contro la mancata concessione di andare a vedere la partita dell’Italia».
A Pomigliano «c’è un sindacato che coraggiosamente si mette in gioco, si compromette e accetta la sfida della competitività », ha detto ieri il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, aggiungendo che «invece c’è un sindacato paralizzato dal blocco ideologico. Purtroppo la Fiom - ha sottolineato il ministro - non è più quella di una volta. Una volta era un’aristocrazia operaia che non avrebbe mai commesso l’errore di allontanarsi dalla sua base». Di «rivincita dei riformisti» ha parlato invece il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.
Alessandro Barbiero













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